Calendario immersioni

Immersioni nell'Alto Adriatico
AMBIENTI DI PARTICOLARE INTERESSE SUBACQUEO IN ALTO ADRIATICO

Mare Adriatico ADRIATICO:
(a-dri-à-ti-co) Dal latino Hadriaticum, che è dal greco ADRIATIKOS=Adriatikòs da Adrà, l'attuale Adria in Provincia di Rovigo.
Mare poco profondo situato tra la penisola italiana, le coste delle repubbliche ex jugoslave e l'Albania.


I fondali antistanti il litorale di Chioggia sono caratterizzati da una batimetria che degrada dolcemente verso il largo, raggiungendo, a 20 Miglia dalla costa la profondità massima di -30mt. .

Diamo un occhio alle profondità e alle visibilità medie:

Distanza media dalla costa
Profondità media
Visibilità media
1 miglio
-9 mt.
2 mt.
3 miglia
-15 mt.
4 mt.
6 miglia
-20 mt.
6 mt.
12 miglia
-25 mt.
8 mt.
20 miglia
-30 mt.
10 mt.

La relativa bassa profondità non deve trarre in inganno sull'apparente semplicità delle immersioni in questo mare. A questa profondità il subacqueo ritrova le stesse condizioni di luce e quindi, di vita bentonica riscontrabili a profondità ben superiori se confrontate agli altri mari del Mediterraneo.

Oltre alla quantità di luce (lo sanno bene i fotografi!) anche la temperatura del mare è, alle quote inferiori, sempre relativamente bassa anche d'estate (12° C).
In superficie invece si varia da un massimo, d'estate di 25° C a un minimo, d'inverno di 6° C .
La temperatura di fondo dalle 12 Miglia in avanti risulta essere pressoché stabile sia d'estate che d'inverno con un termoclino variabile di mese in mese. Tali dati sono chiaramente suscettibili di variazioni in base alle annate.

LE CORRENTI
Le correnti (di marea e naturali) giocano un ruolo importante nelle immersioni nell'Alto Adriatico. Immergendosi fino a 3-4 miglia dalla costa bisogna fare attenzione alla marea calante (dosana in veneziano) che trasporta acque cariche di limo compromettendo la già scarsa visibilità. Da non sottovalutare l'intensità della corrente che naturalmente scorre da Nord a Sud e, se associata alla corrente di marea può arrivare a velocità medie di 2 nodi e talvolta, in seguito a temporali e altre manifestazioni meteorologiche, anche di gran lunga superiore.
Per questo motivo risulta basilare ritrovare la cima dell'ancora alla fine dell'immersione. Una conseguente risalita "in libera" e successiva tappa di decompressione cautelativa appesi alla boa di segnalazione ci farebbe riemergere, a seconda dell'intensità della corrente, dopo 5 minuti a 200mt e passa dalla barca.

Il bisogno di spingersi al largo per effettuare immersioni nel Mare Adriatico è dettato quindi dalla necessità di trovare delle acque con un minimo di visibilità accettabile per svolgere delle immersioni di piacere. Le immersioni effettuate invece a breve distanza dalla costa, nonostante la pessima visibilità, sono motivate da scopi di ricerca biologica e archeologica.

SITI DI IMMERSIONE
Se tralasciamo i fondali sabbiosi, che consentono tuttavia l'osservazione di notevoli specie bentoniche, le immersioni nel mare Adriatico si effettuano principalmente in due tipi ben distinti di substrati:

naturale
artificiale


TEGNUA
Tegnùe:Substrato solido naturale tipico del litorale veneto. Il nome deriva dal gergo locale dei pescatori (tegnùa: che trattiene le reti).
Già conosciute nei secoli scorsi quali zone di pesca, si hanno le prime segnalazioni a livello scientifico nel 1969 per opera del C.N.R. (Dott. Stefanon e altri).
Si tratta di elevazioni del fondale da 50cm. a 2-3mt. per un'area estesa di pochi metri quadri fino a estensioni di 200-300 metri quadri. Generalmente più lontano si è dalla costa più le tegnùe sono estese ed elevate.
Se ne trovano di due tipi:

  • Beach rocks: sono strutture rocciose formate da sabbia compressa. Formano lastroni e blocchi di piccole dimensioni (max. 50-150 cm.). Si ritiene che queste formazioni rappresentino le vecchie linee di costa. Se ne trovano infatti regolarmente a 2 mg. a 4mg. a 6mg. sino ad arrivare alle 12-15mg. .

    Rocce Organogene: segnalate in Adriatico dal 1971, si presentano perlopiù di forma tondeggiante, a focaccia schiacciata con superficie irregolare, a volte solcata da profonde fessure o interrotte da cavità di forma allungata. Gli organismi costruttori sono costituiti soprattutto da alghe calcaree, serpulidi (sabelle, spirografi), briozoi e madreporari.
    Dal punto di vista biologico le tegnùe si presentano come vere e proprie oasi in un mare di sabbia costituendo punto di ritrovo oltre che per la solita fauna "di scoglio" (anemoni, molluschi, crostacei, echinodermi, tunicati e poriferi) anche per una moltitudine di pesci: bavose, ghiozzi, tordi, cefalopodi, ma anche cefali, saraghi, corvine, mormore e spigole anche di taglia ragguardevole (8-9 kg.!).
    Rari esemplari di astice (l'aragosta, come la cernia non vivono in questo mare) fanno capolino dalle numerose tane, ma il pesce in assoluto più frequente è il grongo, con esemplari grossi quanto la coscia di una persona. La versione casalinga dello shark-feeding è il conger-feeding, gioco divertente e con un pizzico di brivido, che consiste nel dare da mangiare delle sardine ai gronghi invitandoli ad uscire dalle loro tane. Occhio alle dita!
  •  
"Tegnùa" o Beach Rock (schema)
Legenda:

a) Serpulide Serpula vermicularis (Linneo, 1758)
b) Balanide Balanus trigonus (Darwin, 1854)
c)
d) Porifero Petrosia sp.
e) Idrozoo Aglaophenia sp.
f) Briozoo Crisia sp.
g) Porifero Ircinia sp.
h) Porifero Raspalia viminalis Schmidt
i) Antozoo madreporario Caryophyllia clavus (Scacchi, 1835)
l) Porifero Chondrosia reniformis Nardo
m) Idrozoo Obelia sp.
n) Mollusco bivalve Hiatella arctica (Linneo 1767)

da "Le Tegnùe" di Luca Mizzan - 1995 ASAP Venezia

RELITTI
L'Alto Adriatico è da sempre stato un mare trafficato da navi e imbarcazioni di tutti i tipi. La mancanza di ridossi naturali, le improvvise ondate alte e corte sollevate dal vento di Bora (NE) o da Scirocco (SE), le nebbie e le foschie hanno sempre reso difficile la vita di chi ha navigato in queste acque, un tempo come ora.
Se a questo aggiungiamo gli eventi bellici della prima guerra mondiale (il fronte era a pochi chilometri da Venezia, sul Piave), avremo un quadro completo su quello che potremo trovare sott'acqua.


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