L'uso
della torcia è essenziale. Siamo attorniati da branchi
di cefali, sardoni e sugherelli. Addentrandoci nel relitto, con
le dovute cautele data l'esiguità degli spazi (le due stive
sono aperte, mentre la sala macchine è facilmente raggiungibile
con un minimo di prudenza), potremo incontrare branchi di corvine
e, se siamo fortunati anche qualche spigola e sicuramente i gronghi.
Merita senz'altro la visita all'elica e al timone alla abissale
profondità di -17mt! ma, data l'oscurità che sempre
permane in questo lato del relitto sfidiamo chiunque a indovinarla.
A prua ci potremo soffermare su tutta l'attrezzatura di coperta,
argani, verricelli, scalette, bitte. Bellissimo il tagliamare
"di quelli che non se ne vedono più" dritto e
perpendicolare alla superficie del mare. Il fumaiolo giace, scardinato
per non costituire intralcio alla navigazione, a soli 10 metri
dal relitto ma solo nelle giornate di visibilità eccezionale
potremo scorgerlo.
A un centinaio di metri da questo relitto, negli scorsi anni sono
stati affondati appositamente anche una CHIATTA IN FERRO (senza
nome, lunghezza 20mt.) e un RIMORCHIATORE IN LEGNO (nome: "Risveglio",
oramai quasi demolito dalle teredini). La zona insomma è
divenuta in breve una piccola oasi di protezione per molti pesci
e organismi marini costituendo anche un motivo di studio per i
ricercatori locali (Museo di Storia Naturale, C.N.R., …) nonché
per tesi di lauree in biologia marina.
Attualmente c'è un progetto proposto dalla FIPSAS Provinciale
di Venezia di depositare al centro della triangolazione dei tre
relitti un Cristo degli Abissi, raggiungibile da uno qualsiasi
dei relitti grazie ad un apposito quanto mai necessario filo d'arianna
permanente al fine di onorare questo mare così tanto maltrattato,
così poco conosciuto, ma tanto, tanto amato.