Una eccessiva fiducia nella moderna tecnologia di navigazione,
determinò, nel marzo del 1991, l'affondamento del mercantile
"EVDOKIA II", causato da una collisione nella
nebbia, a circa 6 miglia da Chioggia.
Nonostante il radar di bordo, improvvisamente il "PHILIPPOS",
un vecchio cargo dell'Honduras, ne squarciò il fianco sinistro
e in pochi istanti i 9 membri dell'equipaggio dovettero gettarsi
nelle gelide acque. Fu poi lo stesso cargo che li recuperò.
Il mercantile, adagiatosi verticalmente su un fondale di 24 metri,
costituiva un pericolo per la navigazione a causa delle sue strutture
più alte che arrivavano quasi in superficie. Dopo 3 mesi
dall'affondamento già si notava l'azione ricoprente degli
organismi marini. L'"EVDOKIA II" era salpata dal porto
bulgaro di Bargos, nel Mar Nero, e stava navigando in direzione
del Porto di Venezia. Trasportava 3.000 tonnellate di lamiere
di ferro in coils.
A
distanza di 3 anni dall'affondamento, sul relitto dell'"EVDOKIA
II" lo squarcio prodotto dalla collisione si è
notevolmente aperto. Per visitare il relitto, una sola immersione
non basta. La nave misura oltre 100 metri di lunghezza con una
stazza lorda di 1.437 tonnellate: sono circa 4.000 metri cubi,
l'equivalente di un edificio di 20 appartamenti.
Le sovrastrutture, quasi affioranti dopo l'affondamento, sono
state smantellate e ora il punto meno profondo è situato
a -12 metri. I serbatoi di carburante sono stati completamente
aspirati per scongiurare un eventuale pericolo di inquinamento.
L' "Eudokia II" pochi giorni dopo il suo affondamento
aveva un aspetto surreale: tutto si era fermato all'improvviso.
Nelle cabine si vedeva ancora"stesa" ad asciugare la
biancheria di qualche marinaio.
L'acciaio risplendeva lucido e i paranchi sembravano pronti ad
entrare in azione. Se non fosse stato per quello squarcio sul
lato sinistro, ci si sarebbe aspettato da un momento all'altro
di sentire il rumore delle turbine...
Oggi sono sono trascorsi più di 10 anni e il grosso relitto
è diventato un piccolo ecosistema a se stante. I moltissimi
subacquei che si immergono su questa che è divenuta una
"palestra", si trovano davanti ad uno spettacolo di
vita e colore che conserveranno certamente tra i ricordi più
belli.