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Relitti del Mare Adriatico L'Alto Adriatico, oltre che riservare molte sorprese dal punto di vista naturalistico, custodisce sui suoi fondali numerosi relitti, mute testimonianze di storia più o meno recente. Si tratta di un mare propenso ad improvvise intemperanze e le cui onde, a causa della poca profondità media, possono in brevissimo tempo assumere dimensioni davvero rilevanti, fino a trasformarsi in vere e proprie muraglie d'acqua pronte a ghermire i natanti. Anche le vicende belliche delle ultime due guerre, che hanno visto la zona del Golfo di Venezia direttamente interessata ad un'intensa attività di combattimenti aeronavali, hanno contribuito a fare delle nostre acque l'ultima dimora di molte navi da guerra le quali, nel corso degli anni, si sono trasformate da micidiali strumenti di distruzione a rifugio e vivaio per miriadi di organismi viventi.

Le lamiere contorte nell'ultimo spasimo di queste potenti macchine sono state colonizzate da spugne, parazoantus, spirografi e molluschi di moltissime specie; gli oblò, le strutture dei ponti e le cabine, una volta occupate dai marinai si sono trasformate in sicuro e confortevole rifugio per scorfani, gronghi ed astici.
Le cime tranciate , fluttuanti, impotenti nell'inusuale elemento liquido, sono diventate efficaci appigli per uova di calamaro e di gattuccio. In pratica la Natura, quasi a voler porre rimedio alla stoltezza dell'uomo, ha "riconvertito" degli strumenti di morte in vitali giardini subacquei.

Ma sotto la superficie, oltre che ad un silenzioso monito alla follia della guerra, si ritrovano anche le storie di persone pacifiche che in mare hanno lavorato duramente per mantenere le loro famiglie, e che d'improvviso hanno dovuto pagare alla loro fonte di sostentamento un tributo inaspettato e terribile.
Storie diverse, ma accomunate da un medesimo destino; storie che cercheremo di raccontare nelle pagine seguenti, dove abbiamo raccolto le vicende passate e le immagini attuali. La prova tangibile che il nostro Mare Adriatico, in ogni frangente, costituisce un meraviglioso grandissimo serbatoio di vita.


 

 
Cacciatorpediniere "Quintino Sella"
Data affondamento: 11 Settembre 1943
Causa:
esplosione siluro lanciato da motosilurante tedesca
tipo nave: militare veloce
(II° Guerra Mondiale)
Dimensioni: 85 Metri
Stazza : 1480 tonnellate
Torpediniera "5 PN"
Data affondamento: 26 Giugno 1915
Causa:
esplosione siluro lanciato da sommergibile austriaco
tipo nave: torpediniera
(I° Guerra Mondiale)
Dimensioni: 42 Metri x 4 Metri
Stazza : 140 tonnellate a pieno carico
Incrociatore corazzato "Amalfi"
Data affondamento: 8 Luglio 1915
Causa: esplosione siluro lanciato da sommergibile austriaco
tipo nave: incrociatore
(I° Guerra Mondiale)
Dimensioni: 140 Metri x 21 Metri
Stazza : 9.832 tonnellate
Cacciabombardiere Republic P47 "Thunderbolt"
Data affondamento: Gennaio 1944
Causa: abbattimento da parte contraerea
tipo : aereo cacciabombardiere (II° Guerra Mondiale)
Dimensioni: 11 Metri
Peso: 9 tonnellate
Nave mercantile greca "Eudokia II"
Data affondamento: 7 Marzo 1991
Causa: collisione con cargo "Philippos" (Honduras)
tipo nave: mercantile
Dimensioni: 100 Metri x 14 Metri
Stazza : 1437 tonnellate
Peschereccio "Ferreo"
Data affondamento: Luglio 1988
Causa: collisione con mercantile greco
tipo nave: motopeschereccio
Dimensioni: 23 Metri

Piroscafo jugoslavo "Wrmak"
Data affondamento: 26 Gennaio 1961
Causa: spostamento del carico delle 1400 t. di pirite trasportate
tipo nave: Piroscafo
Dimensioni: 70 Metri
Stazza :
 



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