L'Alto Adriatico, oltre che riservare molte sorprese dal punto di
vista naturalistico, custodisce sui suoi fondali numerosi relitti,
mute testimonianze di storia più o meno recente. Si tratta di un
mare propenso ad improvvise intemperanze e le cui onde, a causa
della poca profondità media, possono in brevissimo tempo assumere
dimensioni davvero rilevanti, fino a trasformarsi in vere e
proprie muraglie d'acqua pronte a ghermire i natanti. Anche le
vicende belliche delle ultime due guerre, che hanno visto la zona
del Golfo di Venezia direttamente interessata ad un'intensa
attività di combattimenti aeronavali, hanno contribuito a fare
delle nostre acque l'ultima dimora di molte navi da guerra le
quali, nel corso degli anni, si sono trasformate da micidiali
strumenti di distruzione a rifugio e vivaio per miriadi di
organismi viventi.
Le
lamiere contorte nell'ultimo spasimo di queste potenti macchine
sono state colonizzate da spugne, parazoantus, spirografi e
molluschi di moltissime specie; gli oblò, le strutture dei ponti e
le cabine, una volta occupate dai marinai si sono trasformate in
sicuro e confortevole rifugio per scorfani, gronghi ed astici.
Le cime tranciate , fluttuanti, impotenti nell'inusuale elemento
liquido, sono diventate efficaci appigli per uova di calamaro e di
gattuccio. In pratica la Natura, quasi a voler porre rimedio alla
stoltezza dell'uomo, ha "riconvertito" degli strumenti di morte in
vitali giardini subacquei.
Ma sotto la superficie, oltre che ad un silenzioso monito alla
follia della guerra, si ritrovano anche le storie di persone
pacifiche che in mare hanno lavorato duramente per mantenere le
loro famiglie, e che d'improvviso hanno dovuto pagare alla loro
fonte di sostentamento un tributo inaspettato e terribile.
Storie diverse, ma accomunate da un medesimo destino; storie che
cercheremo di raccontare nelle pagine seguenti, dove abbiamo
raccolto le vicende passate e le immagini attuali. La prova
tangibile che il nostro Mare Adriatico, in ogni frangente,
costituisce un meraviglioso grandissimo serbatoio di vita.